Un apparecchio diagnostico d’avanguardia per la diagnosi e cura dei carcinomi della mammella, che sarà utilizzato come apparecchio di secondo livello anche a supporto dell’attività di screening, procedura di prevenzione che riguarda, in provincia di Rimini, circa 65mila donne e che ha portato, nel corso degli anni, a diagnosticare e quindi operare oltre 1.500 tumori, con un calo della mortalità, per questa specifica patologia, del venti per cento circa.
Altri 380 tumori all’anno, circa, vengono invece diagnosticati fuori dallo screening. L’apparecchio acquisito grazie alla donazione della “Rimini Solidale Onlus” che ha raccolto circa 150mila euro, è della Fuji ed essendo di ultimissima generazione, rappresenta già un’evoluzione rispetto ai primi mammografi con tomosintesi prodotti.
Ciò consente, tra l’altro, di limitare le dosi di radiazioni nel corso degli esami, che le prime versioni di “mammografo 3D” erogavano. Va infatti precisato che per ottenere la massima prestazione diagnostica possibile dall’apparecchio, è necessario effettuare varie angolazioni di ripresa con tempi più lunghi rispetto ad una “classica” mammografia.
L’associazione “Rimini Solidale Onlus” è nata nel 2007 con l’obiettivo di donare alla sanità riminese macchinari di elevata qualità con prestazioni altamente efficaci per la migliore assistenza alla popolazione della provincia. E pone l’ospedale di Rimini tra i reparti all’avanguardia nell’attività di screening, per una più efficace prevenzione, diagnosi precoce e cura del tumore della mammella per il benessere delle donne riminesi.

