Dal 1 gennaio 2015 sono entrate in vigore le nuove regole relative al reverse charge, vale a dire all’inversione contabile ai fini Iva. Tra le novità, spiccano l’estensione all’edilizia, all’energia e alla grande distribuzione. Ma soprattutto l’introduzione dello split payment, la nuova modalità di pagamento dell’Iva relativa alle operazioni effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Una nota a latere: a complicare le cose non bastano balzelli al volontariato ma spesso si tratta di tagli drastici e altri farraginosi controlli ma un uso sempre più massivo di disposizioni scritte in inglese. Come se non bastasse split payment o reverse charme, due esempi attualissimi, sono ulteriori contributi all’ufficio ormai fallimentare “complicazione cose semplici “.
Aspetti che richiedono la consulenza di commercialisti e talvolta nuove spese di consulenza e così via. Ma al di là delle scelte anglosassoni, in nome di cosa è necessario perseguire questa via? Qui altre informazioni.

