Centro di servizio per il volontariato della Romagna

vai ai territori

5 per mille arretrati

10 Set 2015

C’è chi sta ancora aspettando di incassare il 5 per mille di annualità precedenti al 2013 e non sa come fare? Il ministero del Lavoro ha messo a disposizione delle associazioni un’utile pagina in cui spiega per filo e per segno come poter ottenere il dovuto arretrato. Nella maggioranza dei casi sono gli enti beneficiari che omettono di comunicare i dati bancari o li comunicano errati, o cambiano banca di anno in anno senza aggiornare gli Iban. C’è però da anche chiarire che aspettare due anni per ricevere il contributo non è da paese normale e attenderne quattro o cinque è addirittura assurdo.

Gli strumenti per sanare la situazione però esistono, come spiegano dal Ministero. Normalmente, si legge sul sito, dopo aver pubblicato gli elenchi degli aventi diritto, l’Agenzia delle Entrate trasmette al ministero del Lavoro gli elenchi stessi completi di Iban dei conti corrente per poter effettuare i bonifici (di solito 4). Da questi elenchi mancano però ovviamente gli enti che non hanno comunicato le coordinate, e gli enti il cui pagamento è sospeso in attesa dell’esito dei controlli sui requisiti di ammissibilità.

Chi non ha comunicato l’Iban perché non ha un conto corrente e ha diritto a meno di 1000 euro si vedrà erogato il contributo direttamente dal ministero del Lavoro in contanti presso la cassa della Tesoreria provinciale della Banca d’Italia.

Gli altri enti cosiddetti “NoIban” (vedi “utile pagina”) devono inoltrare apposita richiesta al Ministero stesso (modulo NoIban), come spiegato appunto nella stessa pagina. Chi invece ha modificato il codice Iban nel corso dell’anno e non lo comunica all’Agenzia delle Entrate, avrà parcheggiato il proprio contributo su un conto speciale presso la Banca d’Italia o presso l’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni (Igepa) dove resta disponibile per il pagamento fino al termine all’esercizio finanziario successivo a quello in cui è stato stornato.

Oltre tale termine, spiegano dal Ministero, i contributi residui non pagati non sono più disponibili sul bilancio dello Stato, ma non sono persi, in quanto iscritti tra le passività del patrimonio dello Stato e potranno essere erogate entro i dieci anni successivi dietro richiesta di reiscrizione in bilancio del legale rappresentante dell’ente. In ogni caso, a disposizione delle associazioni interessate, oltre a una ricca sezione modulistica, c’è anche un indirizzo mail a cui scrivere per avere delucidazioni: Quesiti5perMille@lavoro.gov.it –

Archivi

Categorie