Si è svolta la prima di quattro giornate di formazione per il contrasto della violenza alle donne, organizzate dai Comitati di Distretto di Rimini e di Riccione, dal terzo settore e dall’Ausl Romagna. “Contrastare la violenza contro le donne: gli strumenti utili nell’attuale realtà territoriale” è il titolo dell’iniziativa che coinvolge, oltre alle Istituzioni, avvocati, magistrati, forze dell’ordine, clinici, psicologi e sociologi e che è destinata agli operatori sociali e sanitari dell’Ausl e a tutta la rete del pubblico e del privato degli enti Locali della provincia.
Ad aprire i lavori sul tema “Nuova legislazione e linee di indirizzo in tema di violenza e ricadute operative nei servizi sanitari”, il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi e l’assessore Laura Galli del Comune di Riccione, in rappresentanza dei due Comitati di Distretto della provincia, la consigliera provinciale Giovanna Zoffoli, il presidente del Distretto di Rimini dell’Ausl, Saverio Lovecchio. A seguire l’intervento dell’avvocato Maria Virgilio di Bologna, presidente dell’associazione Giudit – Giuriste d’Italia, su “Strumenti normativi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e dibattito. Quindi ha parlato l’assessore Laura Galli su “l’importanza della collaborazione istituzionale” e Mirco Tamagnini, coordinatore sociale Ausl.
Le prossime giornate avranno luogo:
- il 3 novembre su “Interventi integrati a favore della sicurezza e della salute della donna vittima di violenza”,
- il 24 novembre su “Declinazioni operative delle linee di indirizzo regionali”
- l’11 dicembre su “Strumenti e prassi condivise: percorsi e procedure dalla rete dei servizi a contrasto della violenza contro le donne” (si allega il programma).
Per celebrare poi il 25 novembre Giornata per la Lotta contro la Violenza alle Donne, in tutto il territorio provinciale sono proposti eventi che si svilupperanno fino al 18 dicembre. Ecco il programma dettagliato.
Le donne che hanno afferito ai servizi Ausl per violenza di genere sono state, nel primo semestre del 2015, 70, di cui 46 di nazionalità italiana. La loro età media è di circa 42 anni. Generalmente il titolo di studio di queste persone è medio alto, ma a tale buon livello di formazione non corrisponde di solito un pari livello di qualità lavorativa e, conseguentemente, di reddito; 22 di queste donne erano in stato interessante. Rispetto al contatto con i servizi, 25 donne vi si sono rivolte direttamente, di loro iniziativa; altre 41 sono invece state “avviate” ai servizi da soggetti terzi: altri servizi aziendali come ad esempio (e principalmente) i Pronto soccorso – Pronto Intervento e i Consultori, altre istituzioni tra cui le Forze dell’Ordine; le restanti 4 per canali diversi. Tra le motivazioni dell’accesso sono presenti violenza sessuale, violenza fisica (percosse), violenza psicologica, violenza economica, spesso più forme di queste violenze contemporaneamente.

