Semi erranti presenta, dopo la bella inaugurazione con la mostra molto appprezzata, un evento/performance con la scrittrice Gabriella Ghermandi. L’incontro si tiene a Castel Sismondo, sala d’Isotta, sabato 16 gennaio alle 17 con performance teatrale tratta dal romanzo “Regina di Fiori e perle”. Inoltre, presentazione del progetto musicale: Atse Tewodros Project.
Da laboratorio di scrittura a esposizione artistica. “Semi erranti” racconta attraverso le parole e le immagine le storie di donne migranti, il loro vissuto, le loro emozioni. L’esposizione è in programma presso l’Ala Isotta di Castel Sismondo sino al 24 gennaio 2016. Un’iniziativa nata da un’idea dell’associazione Vite in transito, condivisa con la rete di associazioni del progetto Popoli in dialogo sostenuto dal Csv -Volontarimini, in collaborazione con la Fondazione Carim.
Orari apertura mostra: tutti i giorni dalle 15,30 alle 19 / martedì e giovedì dalle 10 alle 12,30
L’idea di Semi Erranti nasce dall’incontro di sette socie di Vite in Transito con una giovane artista cattolichina, Maria Giulia Terenzi. Un incontro creativo, che è stato prima di tutto umano e si è concretizzato poi in due fasi:
- il laboratorio di scrittura autobiografica che ha coinvolto donne migranti e non, condotto da Fulvia Gemmani
- la condivisione delle narrazioni autobiografiche tradotte dall’artista in opere d’arte
“Questa iniziativa — spiega Rihab Ben Ammar, presidente dell’Associazione Vite in Transito — è il frutto di un piccolo seme piantato nel 2008, quando è stato realizzato il primo laboratorio di scrittura autobiografica con donne migranti, esperienza privilegiata di narrazioni, condivisione, dialogo, scambio, amicizia tra donne autoctone e donne migranti”.
“Ho incontrato le volontarie di Vite in Transito — racconta Maria Giulia Terenzi — che mi hanno accolto e, insieme a me, anche la proposta di far crescere insieme i nostri Semi: la Parola e l’Immagine”
Il progetto Popoli in dialogo (2015/2016) di cui Semi erranti è parte, nasce da una lettura del contesto attuale che evidenzia come la società contemporanea sia caratterizzata da un continuo flusso di informazioni sui temi internazionali riguardanti crisi complesse e conflitti, minacce di scontri di civiltà, privazioni di diritti fondamentali e che spesso però sono caratterizzate da discontinuità, semplificazione e reticenza. I giovani, in particolare appaiono poco attrezzati per selezionare e interpretare le informazioni e per formarsi un’opinione critica e personale sulle possibili strade alternative per risolvere equamente i contrasti e regolare i rapporti tra i gruppi sociali. In un simile scenario il volontariato si è sentito chiamato a svolgere un ruolo di promozione della cultura della cittadinanza democratica e del suo esercizio concreto. Per questo con le attività e gli eventi previsti nel progetto si sono voluti attivare spazi di integrazione e di confronto fra tradizioni e culture in cui fosse possibile sperimentare concretamente il passaggio dalla teoria dei diritti umani alla loro attuazione e dare spazio a luoghi e situazioni privilegiate per la conoscenza e la discussione di complesse situazioni di crisi e di conflitto a livello internazionale.
Gli obiettivi prefissati dalla rete di associazioni aderenti al progetto, sono infatti tra gli altri, promuovere l’antirazzismo, creare occasioni di scambio e socializzazione tra italiani e stranieri, educare e sensibilizzare i giovani alla cultura e al dialogo tra i popoli attraverso l’arte, la moda, la musica e il cibo.

