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Festival Empori solidali

30 Giu 2016

Giacomo (nome di invenzione) fa la spesa, compra biscotti e si aggira tra gli scaffali del supermercato, interrogandosi su cosa dare a colazione ai propri figli. Si potrebbe dire la solita rutine ma, quando si appresta alla cassa, invece del portafoglio tira fuori solo una tessera a punti. Siamo dentro un Emporio solidale, punto di distribuzione al dettaglio completamente gratuito, ormai diffuso in tutta Italia, nato per sostenere le persone in difficoltà attraverso l’aiuto alimentare e offrendo loro occasioni di socializzazione.

Per far conoscere meglio questo servizio, il 10 settembre 2016, nel teatro comunale di Cervia, si svolgerà il Festival Regionale degli Empori Solidali.

Gli Empori in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna, gli empori sono attualmente 20: 12 risultano già attivi, 5 sono in fase d’avvio e 3 sono in fase di progettazione. Chi si reca in un Emporio può scegliere liberamente i prodotti alimentari a disposizione usufruendo di una tessera personale caricata con punteggio a scalare. Sono luoghi pensati per i cosiddetti “nuovi poveri”, in particolare famiglie in difficoltà economica, specialmente con figli. Per accedervi occorre essere residenti nei comuni in cui ha sede l’Emporio e dichiarare un Isee mediamente compreso tra i 3.000 e i 10.000 euro, oppure essere rimasti senza lavoro ed essere iscritti a un centro per l’impiego. Finora ad accedere agli Empori solidali sono state nel 58% dei casi famiglie straniere e per il 42% di famiglie italiane, ma il numero di queste ultime è in aumento.

Contro lo spreco alimentare

Gli Empori solidali si sono rivelati una risorsa significativa da sostenere e accompagnare, nell’ottica di contribuire a costruire un circolo virtuoso tra giacenze alimentari e riutilizzo. Povertà e sprechi alimentari vanno ancora, purtroppo, di pari passo. Un paradosso quasi intollerabile, perché chi soffre di deprivazione materiale potrebbe trovare risposte efficaci nella riduzione di consumi sfrenati. Ecco perché è necessario invertire la rotta attuando politiche di welfare in grado di recuperare e redistribuire a chi ne ha bisogno ciò che verrebbe buttato via.

Comportamenti irrazionali dal punto di vista etico, sociale e ambientale – purtroppo ancora troppo diffusi – sommati tra loro producono un risultato sconvolgente: ogni anno nel mondo vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a un terzo di ciò che viene prodotto; in Italia finiscono nella pattumiera di casa 8,1 miliardi di euro sotto forma di sprechi domestici.

Sono dati che dovrebbero far riflettere, soprattutto se si considera quanto al fenomeno della grave povertà e deprivazione si sia aggiunto, sulla spinta di anni di crisi economica, quello dell’impoverimento di singoli e famiglie e con esso della difficoltà, temporanea o persistente, di mantenere un’alimentazione quantitativamente e qualitativamente corretta.

Funzione sociale degli Empori

Gli Empori non sono solo strumenti di contrasto alla povertà alimentare che si reggono sulla collaborazione tra istituzioni, terzo settore e aziende del territorio, ma svolgono anche una rilevante funzione sociale e relazionale, in grado di attivare le risorse della persona attraverso:

  • l’ascolto e l’orientamento verso altri servizi
  • la formazione
  • l’inserimento lavorativo
  • gli spazi mamma-bambino
  • le consulenze al credito e alla gestione domestica

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