Una resistenza senza armi

Una pagina della storia italiana ancora oggi profondamente significativa sarà al centro dell’iniziativa “Gli Internati Militari Italiani (Imi) 1943-1945 – Storia di una resistenza senza armi”, in programma venerdì 25 settembre 2026, con inizio alle 16,45, presso la sala del Centro Sociale “Il Percorso”, a Poggio Torriana (Rn).
L’iniziativa è promossa dall’associazione Kairòs Aps, in collaborazione con l’Unione Minatori Valmarecchia Aps, l’Anae – Sezione “Vega” di Rimini, l’Anf – Associazione Nazionale Faleristica e l’Ancr – Sezione Milite Ignoto Movm Sassofeltrio, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Poggio Torriana.
L’appuntamento nasce con l’intento di mantenere viva la memoria degli oltre 650.000 militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati dalle forze tedesche e internati nei campi di prigionia del Terzo Reich. Una vicenda drammatica nella quale la grande maggioranza degli Internati Militari Italiani rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di collaborare con la Germania nazista, pagando spesso questa scelta con condizioni di prigionia durissime.
Il programma
Il pomeriggio si suddivide in due momenti
- alle 17, Approfondimento tra ricerca e memoria familiare
Dopo i saluti istituzionali, si racconterà la vicenda degli Internati Militari Italiani, attraverso studi, ricerche e testimonianze familiari accompagnati da Massimiliano Battistini e Silvia Bergamini, che hanno approfondito la storia degli Imi attraverso un percorso personale di studio e ricerca
Particolare significato assume la vicenda familiare della Bergamini, il cui padre, Caporale Giuseppe Bergamini, fu internato militare dopo l’8 settembre 1943. La ricostruzione della sua esperienza di guerra e di prigionia è oggi oggetto di un approfondito lavoro di ricerca finalizzato alla realizzazione di una pubblicazione.
Non una lezione accademica, dunque, ma un’occasione di confronto e approfondimento nella quale la ricerca si intreccia con la memoria familiare, contribuendo a riportare alla luce vicende personali che rischierebbero altrimenti di rimanere nell’oblio. - alle 18,15, La memoria diventa riconoscenza, cerimonia di conferimento dei riconoscimenti alla memoria
Saranno ricordati 16 ex combattenti della Seconda guerra mondiale, dei quali 10 Internati Militari Italiani, attraverso la consegna ai familiari dei riconoscimenti concessi dallo Stato italiano e rilasciati per il tramite degli Uffici Documentali del Ministero della Difesa.
Saranno conferite Medaglie Commemorative relative ai periodi bellici 1940-1943 e 1943-1945 – Guerra di Liberazione, il Distintivo d’Onore per i Volontari della Libertà e il Diploma d’Onore rilasciato dal Ministero della Difesa – Direzione Generale del Personale della Difesa.
Durante la cerimonia sarà inoltre ricordato un caduto della Prima guerra mondiale, del quale, per la prima volta, è stata ricostruita la vicenda militare attraverso la ricerca e lo studio della documentazione d’archivio.
La sua storia sarà quindi restituita alla famiglia, colmando un vuoto di memoria durato oltre un secolo.
L’iniziativa è aperta alla cittadinanza.
Il progetto “Conoscenza e Riconoscenza”
La cerimonia rientra nel più ampio progetto dell’Associazione Kairòs APS “Conoscenza e Riconoscenza – Viaggio tra i Valori e i Simboli della Repubblica”, attraverso il quale l’Associazione porta avanti da anni un’attività di ricerca e valorizzazione della memoria degli uomini del territorio che hanno vissuto le vicende della seconda Guerra Mondiale. In questo percorso Kairòs ha ricostruito le vicende di circa 250 ex combattenti, riportando alla luce documenti, storie personali e percorsi militari e contribuendo a restituire alle famiglie una parte della propria storia.
Un lavoro che non si limita alla conservazione del passato, ma vuole trasformare la memoria in conoscenza e riconoscenza, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
«La memoria vive quando una comunità sceglie di non dimenticare» è il principio che accompagna questo percorso.
Il Presidente dell’Associazione Kairòs APS, Silvio Biondi, sottolinea: «Le medaglie consegnate durante la cerimonia non saranno soltanto riconoscimenti destinati alle famiglie, ma segni tangibili della memoria di una comunità che, attraverso quei nomi, quelle storie e quelle vicende, continua a riconoscere il valore, il sacrificio e la dignità di chi ha vissuto gli anni drammatici della guerra. Restituire una storia significa restituire identità e dignità a una persona e, attraverso di essa, alla sua famiglia e all’intera comunità».
