Terzo Settore in Emilia-Romagna

Pubblicato il Secondo rapporto della Giunta regionale sulla situazione del Terzo Settore Anno 2026, in attuazione della Legge regionale n. 3/2023
Il Rapporto intende fornire una base conoscitiva aggiornata a supporto della programmazione regionale, della definizione delle priorità di intervento e della valorizzazione del Terzo settore nei diversi ambiti in cui esso opera. Come previsto dalla normativa regionale, il documento è stato elaborato tenendo conto dei contributi dell’Osservatorio regionale del Terzo settore e sull’Amministrazione condivisa, istituito nel 2025.
Nel suo complesso, il Rapporto restituisce l’immagine di un Terzo settore regionale ampio e articolato, caratterizzato da un forte radicamento territoriale, da una significativa capacità di mobilitazione civica e da una crescente rilevanza sociale ed economica.
Accanto a una componente associativa diffusa, attiva soprattutto negli ambiti culturale, sportivo, ricreativo, educativo e della socialità, operano organizzazioni più strutturate impegnate stabilmente nei servizi di welfare, nell’inclusione, nella cura, nella formazione e nella risposta ai bisogni delle comunità.
I dati analizzati nel Rapporto confermano la capacità del Terzo settore di adattarsi a trasformazioni profonde: l’invecchiamento della popolazione, l’emersione di nuove fragilità sociali, la pressione sui sistemi di welfare, i cambiamenti nelle forme della partecipazione e la necessità di rafforzare strumenti collaborativi tra pubbliche amministrazioni, enti e comunità locali. In questa prospettiva, co-programmazione, co-progettazione e amministrazione condivisa assumono un ruolo sempre più rilevante per costruire risposte più integrate, partecipate e vicine ai territori.
Accanto alle dimensioni organizzative, sociali e occupazionali del comparto, il Rapporto dedica attenzione anche agli strumenti che concorrono alla sostenibilità economica e al rafforzamento della capacità organizzativa e progettuale degli enti. Tra questi, il 5×1000 rappresenta non solo un canale ricorrente di finanziamento, ma anche un indicatore della relazione fiduciaria tra cittadini, organizzazioni e comunità locali.
Il Rapporto approfondisce inoltre le misure pubbliche rivolte alle strutture di rappresentanza e servizio, alle reti associative e alla progettazione locale, e il più ampio coinvolgimento degli ETS nell’attuazione delle politiche regionali.
