Alla scoperta di Granada

Giada Tisselli è un’insegnante dell’Istituto Versari – Macrelli di Cesena che ha partecipato come docente volontaria al Progetto Erasmus + di VolontaRomagna, accompagnando ragazzi con fragilità in un’esperienza di tirocinio lavorativo e formazione all’estero. La mobilità si è svolta a Granada dal 10 al 24 gennaio 2026 ed è stata per gli studenti una conquista di autonomia e crescita.
In quest’intervista ha raccontato l’arricchimento che le ha portato quest’avventura, tra le tante meraviglie e risorse dell’affascinante città andalusa.
Giada, cosa ti ha spinto a partecipare come volontaria al Progetto Erasmus di VolontaRomagna?
Avevo piacere di mettermi in gioco in un Paese straniero, in cui si parla una lingua diversa, nonché di far vivere ai miei alunni un’esperienza nuova. Abbiamo visitato Granada che è una città universitaria di grande importanza, è stata un’esperienza bellissima che ci ha arricchito da ogni punto di vista.
Quali sono state le soddisfazioni e le criticità che hanno accompagnato quest’esperienza?
Una soddisfazione particolare è stata quella di riuscire a gestire in maniera efficace il gruppo di adolescenti con cui condividevamo la casa, cosa tutt’altro che semplice e scontata; fortunatamente, però, erano ragazzi molto educati e gentili con i quali si è creato presto un bel rapporto di fiducia, a tal punto da lasciarli girare in autonomia per il centro della città. Per questo avevano una grande riconoscenza nei nostri confronti e cercavano di non deludere le nostre aspettative; ci riferivano anche delle loro esperienze lavorative e, in generale, era un gruppo molto unito che si è comportato benissimo, quindi ci riteniamo appagate e soddisfatte.
L’esperienza di tirocinio formativo è stato per loro un percorso molto stimolante e di valore educativo. Durante la permanenza i ragazzi hanno perfezionato le proprie competenze trasversali, migliorando la loro capacità di lavorare in gruppo, cooperare in contesti multi-disciplinari e interagire efficacemente con le figure direttive (tutor). Inoltre, la gestione quotidiana dei trasferimenti casa – lavoro e viceversa ha consolidato in modo significativo la loro autonomia personale e organizzativa.
Consiglieresti ad altri di partecipare a questo progetto?
Sì, assolutamente, perché è un viaggio che ti arricchisce davvero tanto, anzi, ti dirò che se potessi ripartirei anche subito.
Quali sono, secondo te, le principali similitudini e differenze tra la nostra cultura e quella spagnola?
Gli spagnoli sono molto aperti, inclusivi e solari, cercano sempre di metterti a tuo agio e di farti provare i tanti aspetti della loro cultura, ad esempio volevano sempre farci assaggiare le loro tante prelibatezze culinarie; in generale quello che mi ha colpito maggiormente è stata la loro accoglienza molto solare e la loro grande inclusività.
Una volta terminata, quali sono state le sensazioni che ti ha lasciato quest’esperienza?
Mi ha lasciato sicuramente una gran soddisfazione, perché è stata un’esperienza del tutto nuova, da prendere quindi come una grande sfida, perché come dicevo, tenere sotto controllo gli studenti e a coordinarsi con i colleghi non è stato semplice e riuscire a gestire tutto senza lasciarsi sopraffare dai momenti di sconforto è stato per me motivo di grande orgoglio.
Puoi raccontarci un aneddoto significativo di quest’esperienza?
Ce ne sono stati tanti: a me è rimasto particolarmente impresso il momento della cena, quando ci riunivamo tutti alla Niňa Valenciana e ci raccontavamo le esperienze che avevamo fatto, le emozioni che avevamo vissuto… insomma, tutto quello che aveva caratterizzato le nostre giornate.
In futuro, pensi di ripetere il progetto?
Sì, sicuramente perché è stata un’esperienza veramente formativa.
di Laura Ciccioni
