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17 anni fa ho pensato: “Il mare deve essere di tutti”

22 Ott 2026

L’ associazione Marinando Ravenna è una perla del ravennate, un’associazione che permette anche alle persone in sedia a rotelle di vivere l’esperienza di un giro in barca a vela. Oltre a consentire alle persone che convivono con una disabilità di cimentarsi in quest’attività nautica, senza alcun tipo di barriera, i volontari realizzano vari progetti, numerosi dedicati ai più giovani.

Un esempio è “Sailors for Kids”, l’iniziativa svoltasi l’8 settembre 2026 durante la quale bambini e ragazzi hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi al mondo della vela grazie a un’uscita in barca, portandoli a realizzare anche un fumetto a tema con l’illustratore Davide Besana.

Di seguito l’intervista condotta da Laura Ciccioni, collaboratrice di VolontaRomagna Odv, che ha intervistato il presidente Sante Ghirardi, che con tenacia ha saputo trovare nell’esperienza della vela un modo per abbattere le difficoltà e gli ostacoli legati al mondo della disabilità. Ecco quindi un piccolo assaggio della chiacchierata intercorsa, che ha gettato luce sui benefici che la vela può portare a chi convive con una disabilità e sul valore positivo dello scambio coi giovani.

  • Ciao Sante! Prima di parlare del progetto Sailors for Kids, ci parli in breve dell’ associazione Marinando? Puoi raccontarci la sua storia e le sue finalità?

E’ un “problema” raccontarla in breve!  Dopo diciassette anni è difficile riassumere in poche parole tutto quello che gira intorno a questa realtà, però ci provo. Innanzitutto bisogna sapere che esistono due divisioni di Marinando: Marinando Ravenna e Marinando Rimini, che sono, diciamo, “cugine” tra di loro, anche se gradualmente i volontari delle due sedi hanno portato avanti iniziative diverse. Noi siamo attivi anche con Marinando 2.0, che è la sezione sportiva di Marinando Ravenna, separata dall’ organizzazione di volontariato. – Spiega il presidente Sante Ghirardi – Abbiamo costituito questa suddivisione perché ci interessiamo anche di tutto quello che riguarda lo sport e la disabilità. Ad esempio, utilizziamo ausili come “Ansa 3.0”, una barca speciale che permette completa accessibilità, anche a chi ha difficoltà motorie, di compiere regate. In generale, comunque, Marinando nasce per consentire a chiunque si trovi in situazioni di disabilità, disagio o dipendenza di impiegare la barca come strumento riabilitativo-educativo; noi non vogliamo, fondamentalmente, insegnare ad andare in barca a vela, ma progettiamo ogni attività affinché chi ne usufruisce possa trarne beneficio.

  • Qual è stata l’attività che ti ha reso più orgoglioso in tanti anni come presidente? Qual è stata, invece, quella che ti ha soddisfatto di meno?

Ogni attività è frutto di una scrupolosa progettazione – continua il presidente Ghirardi – diciamo nella fase di sviluppo, mi rendo conto se quello che stiamo per proporre può funzionare o meno. Secondo me tutte le iniziative che presentiamo hanno la loro particolarità e quindi sono ugualmente interessanti, soprattutto per noi volontari. Quello che cerchiamo di fare il meno possibile, perché non è nelle nostre corde, è di realizzare uscite che siano solamente fini a sé stesse, come può esserlo un’ordinaria gita in mare, che potrebbe restituire poco. Preferiamo avvalerci di percorsi ben strutturati che abbiano un obiettivo specifico, nei quali ci sia una dinamica e momenti di analisi e di verifica, oltre a elementi tangibili che possano far godere dei benefici del mare.

  • Cosa significa per te essere presidente di Marinando e qual è il messaggio che come volontario, intendi trasmettere alle nuove generazioni?

Bella domanda… Intanto sono molto contento di esserne il presidente, ma soprattutto sono orgoglioso di aver ideato, progettato e realizzato un’associazione che ha rilevanza nazionale. Un mese fa, infatti ero a Palazzo Chigi a presentare il progetto di velaterapia, questo vuol dire che il nostro operato è riconosciuto anche dal Ministero, cosa che mi gratifica molto, mi ricorda che stiamo portando avanti qualcosa di buono, tanto da venire riconosciuto in tutto il Paese. Sono soddisfatto perché siamo partiti dall’essere una piccola realtà ad avere più di settanta soci, tutto è partito quando una mattina di diciassette anni fa ho pensato “il mare deve essere di tutti” e ho lavorato in ogni modo per renderlo più accessibile, chiedendo a chiunque lo volesse di unirsi al mio progetto. Ad oggi contiamo su una squadra di volontari che sono dei professionisti della vela e facciamo anche tanta formazione continua.

  • Veniamo adesso al progetto “Sailors for Kids”. Come ti è venuta l’ idea di dedicare una giornata ad avvicinare i più piccoli al fumetto e alla vela e come credi che la nona arte e l’attività nautica s’inseriscano in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale?

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Davide Besana, il giornalista e illustratore protagonista del progetto. Ci siamo incontrati tramite un amico comune e lui ha subito cercato di conoscere il mondo di Marinando, quello che facciamo, i nostri obiettivi e le nostre finalità, proponendoci quest’idea di collaborazione. Io sono fortemente convinto che il sostegno reciproco sia la chiave per il successo, quindi ho accettato subito e mi sono messo a sua disposizione. In comune abbiamo tante cose, principalmente quella d’intendere la barca a vela come una modalità di vita e un’ attività con finalità riabilitativo–educative, secondo me poi i giovani che si accostano a queste iniziative dovrebbero essere sempre più diffusi, per contrastare il modello di esistenza che li vede sempre attaccati ai telefonini e dipendenti dai dispositivi elettronici. Il bello dell’attività in mare è che invece devi fare affidamento esclusivamente su te stesso e sulle tue capacità, cosa di una valenza fortemente educativa. Proprio per questo dobbiamo spronare i giovani a partecipare a queste iniziative, a credere nella potenza comunicativa del fumetto e nei benefici della barca a vela. Ti dirò di più: la collaborazione con Besana si è rivelata talmente vincente che stiamo pensando, nel prossimo futuro, di diventare base permanente del progetto “Sailors for Kids”.

  • Puoi raccontarci un momento della giornata che ti è rimasto particolarmente impresso?

Sono andato in barca con Besana perché lui ha fatto il giro d’Italia sul suo mezzo, visitando numerosi luoghi che hanno aderito a quest’iniziativa. La cosa più bella e interessante, per me, è stata vedere come viene organizzata un’imbarcazione per una navigazione in solitaria, perché da navigatore è stato istruttivo e formativo comprendere le dinamiche alla base di questa modalità nautica. Il progetto l’abbiamo inaugurato il 7 settembre 2026 e sono stati due giorni incredibili, i ragazzi sono saliti a bordo di più imbarcazioni e nel pomeriggio dell’8, nella nostra sede a Marina di Ravenna, abbiamo trasferito nel disegno le emozioni di quanto vissuto in barca a vela.

  • Quali sensazioni ha lasciato in te quest’esperienza?

Una sensazione bellissima, perché al giorno d’oggi è raro vedere giovani cimentarsi nel disegno, molti non sono in grado di dipingere nemmeno le cose più semplici, perché ormai utilizzano troppa strumentazione tecnologica; osservarli, quindi, con la matita in mano è stato molto bello e gratificante.

  • In futuro, pensi di poter replicare la manifestazione?

Assolutamente sì, mi auguro che la collaborazione non si esaurisca e pensiamo di rendere Marinando un punto di riferimento permanente per il progetto.         

 

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