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Caccia “ancora” in discussione

26 Ago 2010

Il Wwf di Rimini condivide e sostiene la presa di posizione del comitato della Camilluccia di Misano Adriatico sorto per impedire l’attività venatoria nell’area del quartiere e aree limitrofe a molti anni in quella zona la caccia è molto intensa e avviene praticamente nei confini dei giardini delle abitazioni, in pieno contrasto con le normative nazionali come denunciato dallo stesso comitato. ll quartiere Camilluccia negli ultimi anni ha assunto connotazioni urbanistiche in continua espansione. Su tale area insiste anche una struttura residenziale sanitaria per anziani. Ciò rende la caccia fonte di pericolo e di disturbo. l più delle volte mancano le distanze previste dalla legge sia dalle case che dalle varie strade. Tanto per avere un’idea sui rischi della pratica della caccia, basti pensare che ogni anno in Italia muoiono mediamente 40/50 persone a causa di incidenti collegati all’attività venatoria e altrettante restano ferite più o meno gravemente. La caccia consiste nel libero uso di armi da fuoco da parte di persone sul territorio aperto al libero transito di chiunque o addirittura nelle altrui proprietà private a prescindere dal consenso del proprietario. La caccia è pertanto, prima di tutto, un gravissimo problema di pubblica sicurezza. Gli incidenti di caccia sono molto numerosi e, spesso, non coinvolgono solo dei cacciatori ma anche persone innocenti. Nessuno è al sicuro, sia che stia facendo una passeggiata, o giocando con i figli nel giardino di casa.Il cacciatore medio è una persona qualsiasi che durante il fine settimana prende un fucile e (spesso con troppa facilità “spara”, e non sempre a quello che vorrebbe o dovrebbe).Non possiede l’addestramento di un agente di Polizia, né deve dimostrare di possedere determinati requisiti psico-fisici. Altro problema è rappresentato dal rumore provocato dallo sparo. Soprattutto in aree urbanizzate, come Riccione, i colpi d’arma da fuoco provocano disturbo alla quiete pubblica, in quanto avvengono in maniera inaspettata nelle prime ore dell’alba. A risentirne sono soprattutto i neonati, le donne in gravidanza, le persone anziane o con disturbi dello stato emotivo. Ma anche semplicemente chi riposa o studia. La caccia, come qualsiasi altra attività sportiva o ricreativa che sia, richiede un ambito ideale, idoneo e soprattutto sicuro. Praticamente in maniera diversa ma di fatto esige le stesse regole valide per le piste automobilistiche, i campi di calcio, lo sci e quant’altro. A maggior ragione per uno sport che fa uso di un’arma da fuoco. Nessuno  vuole impedire la caccia in quanto tale, a condizione però che venga praticata dove ciò sia possibile e in sicurezza, in un poligono o in aperta campagna, non certo in un quartiere residenziale di Misano Adriatico.

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