Mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 21,00, presso la Fondazione “Tito Balestra” nella magnifica Rocca di Longiano, in occasione del “Dantedì”, avrà luogo un altro appuntamento del progetto multidisciplinare “Paolo e Francesca. Amanti per l’eternità”, tratto dal volume dall’omonimo titolo di Andrea Antonioli (storico, archeologo e scrittore), ideato e coordinato dallo stesso autore e realizzato dal Centro Studi Olim Flaminia di Cesena. che ha coinvolto 38 Comuni italiani, nonché numerosi Enti e Istituzioni culturali e sociali sia italiani che stranieri, con il patrocinio di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, Unione dei Comuni della Val Marecchia, Società di Studi Storici per il Montefeltro, FIDAPA BPW Italy e “Cesena Malatesta”, UNUCI, WikiPace, WikiTeatro, WikiPoesia, Cattedra delle Donne, Cattedra della Pace.
L’evento, promosso dalla Fondazione “Tito Balestra” e dal Centro Studi Olim Flaminia, farà da corollario alla presentazione della nuova sezione “Memorie dantesche della Donazione Giuseppe Angelucci”, che sarà inaugurata negli spazi del prestigioso museo d’arte contemporanea.
L’iniziativa si articola in diversi momenti e, dopo l’inaugurazione della mostra, si terrà un convegno di Andrea Antonioli, con la proiezione di un documentario video-storytelling realizzato da Stefano Caranti e Andrea Antonioli, una videopoesia di Maria Gabriella Conti con la regia di Stefano Caranti e la voce narrante di Angioletta Masiero, infine un cortometraggio musicale curato da Antonioli e dall’artista Salvatore Gennaro, anch’esso diretto dal regista veneto Caranti.
«La realizzazione di questo progetto – dichiara il Direttore della Fondazione Flaminio Balestra – permette di coniugare, attraverso la storia, l’arte e la letteratura, alcune degli argomenti sviluppati da Dante nella sua Commedia che riguardano tematiche sociali cruciali, come la denuncia delle condizioni imposte e della violenza di genere, di cui la storia di Paolo e Francesca è una eloquente dimostrazione in merito ai femminicidi e ai delitti d’onore. Dante sembra aver inventato una nuova forma di celebrità, ricollegabile a questioni di genere, che nascono dall’unione dinamica di due tensioni opposte: la realpolitik del matrimonio dinastico e la fantasia di soddisfare i desideri propri del romance, ove il romance, enfatizzato da arte, teatro e letteratura, si contrappone alla ragione».
La vicenda degli innamorati più celebri della letteratura romantica mondiale ha recentemente conosciuto una svolta grazie alle ricerche e agli studi inediti di Andrea Antonioli, confluiti nel volume Paolo e Francesca. Amanti per l’eternità (Pazzini Editore), già insignito di prestigiosi premi letterari nazionali e internazionali. L’autore illustrerà le sue scoperte, tra cui l’identificazione – dopo 750 anni – della famiglia materna di Francesca da Rimini, un dettaglio di straordinaria rilevanza storica che apre nuovi scenari sul legame tra Francesca e Dante, rivelatosi molto più profondo di quanto finora ritenuto. Tali rivelazioni trovano sorprendenti riscontri non solo nel V Canto dell’Inferno, con le sue implicazioni ontologiche, ma anche in altri Canti dell’Inferno e del Paradiso. Antonioli ha inoltre approfondito il ruolo storico della figura di Paolo, ridefinendo i rapporti tra Dante e le famiglie dei due protagonisti – i Malatesta e i da Polenta – e chiarendo con maggiore precisione il movente della tragedia, nonché il luogo e il tempo in cui essa si sarebbe compiuta.
«La vicenda di Paolo e Francesca – sottolinea Antonioli – è un patrimonio culturale e pedagogico unico e di valore universale, per cui merita di essere tutelato e valorizzato, per cui questo nuovo appuntamento intreccia la memoria con la bellezza e la consapevolezza dell’arte e della letteratura, nel segno della cultura come strumento di cambiamento e impegno civile».
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