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Forti dubbi per il Servizio Civile nel 2013

5 Mar 2012

L’Assemblea di CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), riunita a Lucca lo scorso 25 febbraio 2012, esprime profonda preoccupazione per le dichiarazioni del ministro Andrea Riccardi, in risposta a due interrogazioni urgenti sul Servizio Civile Nazionale.
Non sarà possibile garantire la presentazione dei progetti di servizio civile da parte degli enti – ha dichiarato – e, di conseguenza, non potrà essere avviato alcun volontario nel corso del 2013”.
Il ministro ha però sottolineato che il Governo è al lavoro per reperire risorse.
Per questo il più importante organo consultivo del Coordinamento, che rappresenta i 75 Centri di Servizio per il Volontariato (Csv) soci di CSVnet, ha deciso di approvare un ordine del giorno dedicato al Servizio Civile Nazionale. Di seguito il testo.
L’istituzione del Servizio Civile Nazionale ha favorito l’impegno civico dei giovani, perché affonda le sue radici nell’obiezione di coscienza e tutela quel principio di difesa non violenta della Patria che ha una storica rilevanza Costituzionale. Non possiamo inoltre dimenticare quanto i progetti di servizio civile abbiano fatto per il mondo del volontariato e per tutto il sistema sociale. In questi anni il servizio civile ha coinvolto 19.700 volontari in servizio mentre sono ben 20.000 le organizzazioni che hanno presentato e gestito progetti. Di fronte ad uno stop che rischia di compromettere la progettazione per il 2013 occorre, se necessario, un intervento governativo, a favore di un’esperienza di cittadinanza le cui funzioni e potenzialità sono già state seriamente compromesse con il taglio del 400% dei fondi subito negli ultimi 4 anni. Recentemente le reti del volontariato hanno più volte sottolineato alle istituzioni l’importanza di riconoscere il Servizio Civile Nazionale e il Servizio Volontario Europeo come esperienze da promuovere a un numero sempre maggiore di giovani. La notizia di ieri testimonia invece quanto il nostro Paese debba ancora crescere per favorire processi d’integrazione veri, la cui impostazione richiede uno sguardo in prospettiva”.

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