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Gli esami non finiscono mai…

21 Dic 2010

Anche se appare paradossale chiedere una prova di italiano senza organizzare corsi di lingua. Ma è anche piuttosto imbarazzante che in diverse regioni molti italiani residenti, se sottoposti al test, sarebbero a rischio. Il decreto è firmato dai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Le domande per le richieste di svolgimento dei test di conoscenza della lingua italiana sono ora necessarie per legge per ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo. Entra così in vigore il decreto 4 giugno 2010 che prevede il test e ne disciplina le modalità di svolgimento. Il test è obbligatorio nel caso in cui il migrante non sia in possesso di titoli che certifichino la conoscenza dell’italiano ad un livello non inferiore a A2 (sei i livelli di riferimento – A1, A2, B1, B2, C1, C2) – in cui si articola il Qcer (Common European Framework of Reference for Languages – Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue); di un diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado o certificati di frequenza di corsi universitari, master o dottorati.
Gli uffici del Patronato Acli diffusi in tutto il territorio italiano sono organizzati per garantire ai cittadini immigrati le opportune informazioni e l’assistenza eventualmente necessaria per inoltrare le domande di prenotazione per lo svolgimento dei test. Gli esami è previsto che inizino a febbraio, entro 60 giorni dalle prime richieste. Per accedere al test l’interessato dovrà inoltrare per via telematica alla prefettura della provincia dove ha il domicilio la domanda di svolgimento, collegandosi al sito www.testitaliano.interno.it compilando il modulo di domanda.
L’istanza presentata on line viene acquisita dal sistema e trasferita alla prefettura competente. Se la domanda risulta regolare, la prefettura convoca il richiedente entro 60 giorni dall’istanza, sempre per via telematica, indicando giorno, ora e luogo del test. In caso di irregolarità o mancanza di requisiti il sistema genera automaticamente e invia al richiedente una comunicazione con l’indicazione dei requisiti mancanti per consentire la rettifica delle informazioni. A questo punto, in caso di esito positivo della domanda, lo straniero svolge il test presso un Centro provinciale per l’Istruzione degli adulti. A richiesta dell’interessato la prova può essere svolta con modalità scritte di tipo non telematico. Il superamento del test prevede un risultato di almeno l’80% del punteggio complessivo. Il risultato del test viene inserito nel sistema a cura della prefettura competente, che lo mette a disposizione attraverso web service alla questura per le verifiche finalizzate al rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo. Se il risultato è positivo lo straniero può presentare alla questura la domanda di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; se negativo può ripetere la prova effettuando un’altra richiesta telematica.

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