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I temi caldi per il Volontariato

8 Giu 2016

Giancarlo Funaioli, presidente del Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato (Csv) dell’Emilia-Romagna, fa il punto sui temi emersi in occasione della Conferenza Regionale del Volontariato tenutasi a Bologna lo scorso 28 maggio. Temi caldi ancora in sospeso: l’area di influenza territoriale dei Csv – si parla infatti di area vasta e di Centri a livello provinciale – e la progettazione sociale, riconosciuta da tutti come un valore ma di cui nella Riforma del Terzo settore non si fa parola.

Quali sono gli elementi più rilevanti emersi durante la discussione?

La Conferenza regionale del volontariato si è svolta appena pochi giorni dopo l’approvazione definitiva della legge di Riforma del Terzo settore. Essendo una legge delega molti aspetti saranno declinati in via definitiva dai decreti attuativi; tuttavia è evidente che il tema è stato un elemento di grande attualità in tutte le riflessioni emerse.

Un altro aspetto cui la Conferenza ha dedicato molta attenzione è stato quello relativo ai Centri di Servizio per il Volontariato. I Csv, su sollecitazione dell’assessore, hanno svolto un compito importante anche nella fase della predisposizione delle Assemblee provinciali. Ed anche per questo il tema del loro impegno è emerso in tutte le Assemblee. Soffermandomi in particolare su questo, va richiamato che la legge di Riforma inserisce alcuni aspetti nuovi nella declinazione dei compiti e degli assetti dei Centri. In particolare esplicita che essi devono svolgere la loro attività rivolgendosi a tutto il volontariato, e non solo alle organizzazioni riconosciute. Devono, quindi, aprire la loro governance al mondo del Terzo settore, e possono cercare risorse finanziarie anche al di fuori delle assegnazioni previste dalla legge.

Quali sono state le reazioni in Conferenza rispetto a questo allargamento della platea di utenti?

Anche se non era possibile farlo sotto l’aspetto istituzionale, i Csv dell’Emilia-Romagna da tempo si sono mossi cercando di coinvolgere laddove possibile anche le altre realtà del Terzo settore, in particolare all’interno della progettazione sociale. Così come la promozione del volontariato si è ampliata nel tempo anche al mondo della scuola e più in generale a tutti i cittadini, con iniziative sviluppate ad ampio spettro. In conclusione, sull’allargamento al Terzo settore si è manifestato un generale consenso, nella consapevolezza che alcune differenze sono venute attenuandosi nell’operatività, purché non si vadano ad intaccare i valori che contraddistinguono le varie componenti.

Ma come far fronte al conseguente aumento della domanda dei servizi?

Si è rimarcato come, ampliare i beneficiari delle attività in un contesto di grande riduzione dei finanziamenti, possa comportare un peggioramento dei servizi che vengono offerti. La ricerca di altre fonti di finanziamento, pur intrapresa negli ultimi tempi, non consente infatti di sopperire a tutte le necessità.

E rispetto all’area geografica di influenza dei singoli Csv?

Quello che è emerso sia nelle Assemblee provinciali sia in sede regionale, e più volte ribadito anche dai Csv, è che l’efficacia degli interventi è strettamente legata alla dimensione territoriale, così come attualmente sviluppata, cioè con sedi provinciali e sportelli distribuiti sui territori anche in ambiti più limitati. Attualmente le sedi principali sono 10 mentre gli sportelli informativi sono 27. L’assessore, preso atto di questo, ha esplicitato che i decreti attuativi lasceranno la decisione sulla presenza dei Csv alle sedi regionali.

Punto di forza dei Csv dell’Emilia-Romagna è sempre stata la progettazione sociale di cui sembra non si parli più…

Con rammarico è stata constatata la scomparsa del tema della progettazione sociale dai compiti dei Csv, proprio quando, come ricordato dall’assessore, sempre più sta prendendo piede nella nostra regione, per volontà di tutti gli attori del territorio, il tema della co-progettazione partecipata. Speriamo che i decreti attuativi riaprano questo percorso, particolarmente proficuo, a detta di tutti, nella nostra regione.

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