Come Ulisse, un viaggio in mare aperto, pieno di insidie, per ritrovare se stessi. Ecco la metafora dietro alla regata nazionale “Sognando Itaca”, che l’8 giugno ha fatto tappa a Rimini. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’associazione Ail, finalizzata alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della relazione medico-paziente attraverso la vela terapia. Conclusione del percorso, iniziato a Trieste, in Grecia dove si celebra ila “Giornata Nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma”, del 21 giugno.
Un gruppo di pazienti, bambini e adulti, ha avuto la possibilità di “veleggiare” insieme con i loro medici curanti. Si sono imbarcati su barche a vela con motore ausiliario, dai 9 ai 16 metri di lunghezza, guidate dalla “Sciomachen Vagabond” dell’Ail nazionale. Accolti dai 4 ai 10 passeggeri esterni.
La vela nel percorso terapeutico
È dimostrato che, a seguito di ogni uscita in barca, lo stato generale di salute del paziente tende a migliorare. Ma il progetto si è rivelato importante anche per l’equipe curante: in barca, infatti, emerge il fondamentale bisogno di relazionarsi e di confrontarsi con l’altro per farsi aiutare, per non perdere la “rotta”, per raggiungere insieme il porto e per condividere, in un clima di complicità, le emozioni e le fatiche del percorso.
L’emozione più profonda è certamente data dall’equipaggio, che insieme vive un’esperienza unica, lontano dai luoghi di cura e in un contesto in cui i ruoli possono essere ribaltati: chi conduce la barca è spesso il malato mentre il medico o l’infermiere lo assistono nelle manovre.
I promotori della tappa Riminese dell’Itaca Day
RiminiAil anche quest’anno ha ben volentieri aderito all’iniziativa, resa possibile grazie alla disponibilità e collaborazione di una fitta rete di attori: Lega Navale Italiana Sezione di Rimini, Circolo Velico Riminese, Rimini Yacht Club Vela Vivam, Club Nautico Rimini e Marina di Rimini.
L’attività di RiminiAil per i pazienti dell’Infermi di Rimini
RiminiAil in questi anni si è impegnata con investimenti concreti a sostegno delle cure ematologiche a Rimini, pediatriche e non, sia attraverso il miglioramento delle strutture (ad esempio il nuovo reparto di Ematologia) sia attraverso progetti come l’ematologo a domicilio, che hanno portato nel corso del tempo a donazioni per oltre 1.875.000 euro.
In particolare, da gennaio 2012, è stato attivato il progetto di assistenza domiciliare integrata con l’obiettivo di garantire i servizi e le prestazioni necessarie per conseguire la miglior qualità di vita del paziente e dei suoi familiari. L’intervento domiciliare attivato è stato orientato prevalentemente all’aspetto psico-educativo, coinvolgendo 10 educatori professionali della cooperativa sociale Millepiedi di Rimini. I piccoli pazienti, infatti, a seconda della patologia, ai allontanano dalla scuola per periodi che possono variare da qualche mese a 2 anni. Questo periodo di isolamento dal contesto sociale, se non tutelato, può inficiare il normale sviluppo socio-relazionale e cognitivo del bambino. Da qui l’importanza del progetto. In particolare, dal 2012 ad oggi, sono stati presi in carico 18 pazienti di età compresa fra 22 mesi e 15 anni, su un territorio che si estende da Cesena a Morciano passando per Rimini e Riccione.
Per ogni bambino il percorso inizia con un incontro di conoscenza (bimbo-educatore-genitori), mediato dalla psicologa e procede con incontri bi-trisettimanali per un totale di 4 o 6 ore a seconda delle esigenze, per offrire ai piccoli pazienti la possibilità di svolgere con figure professionali qualificate le normali attività scolari.

