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Terzo Settore in Emilia-Romagna

2 Ott 2026

Pubblicato il Secondo rapporto della Giunta regionale sulla situazione del Terzo Settore Anno 2026, in attuazione della Legge regionale n. 3/2023

Il Rapporto intende fornire una base conoscitiva aggiornata a supporto della program­mazione regionale, della definizione delle priorità di intervento e della valorizzazione del Terzo settore nei diversi ambiti in cui esso opera. Come previsto dalla normativa re­gionale, il documento è stato elaborato tenendo conto dei contributi dell’Osservatorio regionale del Terzo settore e sull’Amministrazione condivisa, istituito nel 2025.

Nel suo complesso, il Rapporto restituisce l’immagine di un Terzo settore regionale ampio e articolato, caratterizzato da un forte radicamento territoriale, da una significativa capacità di mobilitazione civica e da una crescente rilevanza sociale ed economica.

Accan­to a una componente associativa diffusa, attiva soprattutto negli ambiti culturale, sportivo, ricreativo, educativo e della socialità, operano organizzazioni più struttu­rate impegnate stabilmente nei servizi di welfare, nell’inclusione, nella cura, nella formazione e nella risposta ai bisogni delle comunità.

I dati analizzati nel Rapporto confermano la capacità del Terzo settore di adattarsi a trasformazioni profonde: l’invecchiamento della popolazione, l’emersione di nuove fra­gilità sociali, la pressione sui sistemi di welfare, i cambiamenti nelle forme della parteci­pazione e la necessità di rafforzare strumenti collaborativi tra pubbliche amministrazioni, enti e comunità locali. In questa prospettiva, co-programmazione, co-progettazione e amministrazione condivisa assumono un ruolo sempre più rilevante per costruire rispo­ste più integrate, partecipate e vicine ai territori.

Accanto alle dimensioni organizzative, sociali e occupazionali del comparto, il Rapporto dedica attenzione anche agli strumenti che concorrono alla sostenibilità economica e al rafforzamento della capacità organizzativa e progettuale degli enti. Tra questi, il 5×1000 rappresenta non solo un canale ricorrente di finanziamento, ma anche un indicatore della relazione fiduciaria tra cittadini, organizzazioni e comunità locali.

Il Rapporto approfondisce inoltre le misure pubbliche rivolte alle strutture di rappresentanza e servizio, alle reti associative e alla progettazio­ne locale, e il più ampio coinvolgimento degli ETS nell’attuazione delle politiche regionali.

 

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