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Un dono che vale tre vite

6 Ago 2026

Forse non tutti sanno che, non tanto tempo fa, per una trasfusione, il sangue era a pagamento. Tutto cambiò alla fine degli anni ’20, quando il medico Vittorio Formentano lanciò a Milano un appello per costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue. Risposero in 17, i primi fondatori di Avis.

L’associazione negli anni si è ingrandita e oggi può contare su tante persone. A raccontarne il valore è Stefano Caristi (nella foto), presidente diAvis Comunale Rimini, sezione che, proprio nel 2026, celebra il novantesimo anniversario dalla fondazione.

Sono entrato in Avis nel 1996 grazie a un amico. Da allora sono passati trent’anni ma ogni volta che incontro un donatore o ascolto una storia di chi è stato salvato grazie al sangue donato capisco di aver fatto la scelta giusta.

Molte persone non immaginano quanto possa essere preziosa una singola donazione, da una sacca di sangue possono essere aiutate fino a tre persone: chi necessita di globuli rossi, chi di plasma, chi di piastrine… inoltre, con il plasma si producono farmaci indispensabili per migliaia di pazienti.

I giovani comprendono molto bene questo messaggio, quando incontriamo gli studenti nelle scuole troviamo sempre partecipazione e sensibilità, poi la vita porta lontano, tra studio e lavoro ma, raggiunta una maggiore stabilità, spesso ritornano in associazione.

La donazione è anonima ma le emozioni arrivano comunque, restano nel cuore le testimonianze di chi è stato salvato: una bambina nata prematuramente, sopravvissuta grazie a numerose trasfusioni, un ragazzo talassemico che ha voluto ringraziare personalmente tutti i donatori che gli permettono di vivere, l’aggressione subita da una professoressa salvata da alcune immediate trasfusioni tramite il gruppo sanguigno universale zero negativo… giusto per fare qualche esempio, ma i racconti sarebbero infiniti.

Sono storie che danno il senso più autentico del nostro impegno.
Anche la storia di Avis parla di solidarietà, a Rimini l’associazione nasce nell’agosto del 1936, la nostra realtà quest’anno compie 90 anni, dopo le difficoltà della guerra ha saputo ricostruirsi fino a diventare una realtà fondamentale per il territorio. Oggi Avis Comunale Rimini conta circa 4.000 soci/donatori e insieme alle altre sedi della provincia rappresenta una rete indispensabile per garantire ogni giorno la disponibilità di sangue negli ospedali.

L’Italia ha raggiunto l’autosufficienza per il sangue grazie ai donatori volontari mentre per il plasma dipende ancora in parte, per circa il 30%, dalle importazioni ed è proprio per questo che continuiamo a ricordare che la donazione non va mai in vacanza.

La gratuità è uno dei principi fondanti di Avis, donare senza alcun compenso significa mettere al centro la persona e tutelare la salute del donatore, valore che il fondatore Vittorio Formentano volle inserire fin dall’inizio nello statuto dell’associazione.

Se oggi mancassero i donatori volontari, ci troveremmo di fronte a una vera emergenza sanitaria. In questi anni Avis mi ha insegnato che la solidarietà è fatta di gesti semplici ma capaci di cambiare il destino delle persone.

Donare richiede poche decine di minuti, ma può significare una nuova possibilità di vita per chi affronta un intervento chirurgico, un incidente o una malattia ed è questo il valore più grande della donazione: sapere che, senza conoscere il volto di chi riceverà quel sangue, si può offrire la speranza più preziosa, quella di continuare a vivere”.

Per diventare donatore è sufficiente contattare la sede Avis più vicina e prenotare un appuntamento presso un punto di raccolta.

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