A ognuno il suo spazio, a ognuno il suo talento. Forse un’utopia, però non nel caso di Ristorando, il laboratorio di cucina promosso da Techne, ente che si occupa di formazione professionale a Forlì Cesena. Qui giovani con disabilità hanno imparato a mettersi in gioco offrendo qualcosa di loro stessi a chi incontrano. Una forma di volontariato diversa dal solito, ma in cui, come spesso accade, il dono di sé diventa uno strumento per scoprire il proprio posto nel mondo.
“È un’iniziativa – spiega Lia Benvenuti, direttore generale di Techne – che nasce nel 2018, con le prime esperienze nel 2019 e un’interruzione durante il periodo del Covid. Voleva essere un’opportunità per dare respiro a giovani che rischiavano di trovarsi senza occasioni per mettersi alla prova. Erano in 15, tra i 20 e i 46 anni, non avevano grandi opportunità lavorative perché le loro capacità non sono così performanti da essere spendibili nel mondo dell’occupazione. Abbiamo così pensato a un laboratorio di ristorazione, da una parte perché attrattiva per loro essendo un ambiente noto (alcuni avevano già fatto esperienza in mensa) e dall’altra perché la cucina permette lo sviluppo di varie competenze. Dopo qualche tempo, ci siamo accorti che erano talmente bravi che era ora che qualcuno assaggiasse le loro prelibatezze e ci siamo catapultati in questa avventura.
I ragazzi ne sono entusiasti perché vivono da protagonisti… Oggi autorità politiche, militari, religiose, volontari, tanti amici accettano di venire a pranzo da noi”.
Una formula di volontariato, si diceva, diversa dal solito, forse perché gestita da ragazzi e ragazze che sicuramente questo mondo lo vivono in un modo del tutto originale e sorprendente. Il gruppo, infatti, si mette a disposizione della comunità, offrendo ogni mese un pasto ad autorità, impiegati d’azienda, rappresentanti del Terzo settore… Il risultato è sempre lo stesso: un grande entusiasmo e commozione nell’entrare in questa dimensione tutta loro, fatta di competenza, professionalità e delicatezza, che non possono non insegnare ad ogni commensale qualcosa di nuovo. Tanto che oggi la lista delle prenotazioni è già lunga.
“Qui a Techne – continua Lia – è diventato un appuntamento stabile per fare convivialità: chi viene resta estasiato dalla capacità dei ragazzi di arricchire ogni persona con cui entrano in contatto. Abbiamo risposte bellissime. Ho ricevuto, per esempio, un messaggio di stima di un imprenditore che ha scritto: ‘grazie Lia per avermi invitato, ma soprattutto complimenti, in due ore in vostra compagnia ho percepito un senso di quiete, di felicità e di ricchezza interiore che mi ha trasformato positivamente il resto della giornata’. I ragazzi trasmettono talmente tanto che riescono a modificare in meglio l’interiorità della persona, cosa aspettarsi di più?!”.
L’esperienza è nata per caso, per rispondere alle esigenze e alla passione dei ragazzi e, soprattutto, renderli protagonisti costruendo un progetto intorno a loro. Oggi, si è trasformata in una grande famiglia in cui ognuno ha l’occasione di esprimersi, sempre appoggiato dal gruppo.
“Quando uno si assenta per malattia o per un’esperienza all’esterno, sentono tutti la reciproca mancanza. I ragazzi non vengono qui solo per il corso, ma per stare insieme; hanno creato delle relazioni importanti. Tra loro si aiutano moltissimo: quando servono, per esempio, uno tiene il vassoio e l’altro mette in tavola. Fanno tutto insieme. Crescono anche nel nucleo familiare: non di rado qualcuno vuole duplicare la ricetta preparata al corso anche a casa, dove hanno il loro ricettario. Non a caso abbiamo scelto di farli esercitare in una cucina casalinga e non professionale, per permettere di duplicare ogni piatto con gli utensili che trovano anche tra gli scaffali di casa. Sono così bravi che vengono chiamati in importanti occasioni del territorio e durante le feste istituzionali: il Prefetto gli ha voluti per allestire la festa del 2 giugno. Tutto questo deve continuare”.
I ragazzi di Ristorando, senza dubbio, hanno impresso un’impronta indelebile nella società forlivese che ha saputo riconoscere il loro valore. Piatti ben curati, un’accoglienza genuina, sorrisi che arrivano spontanei: sono gli ingredienti che trasformano ogni incontro in un momento di autentica umanità. È la bellezza delle cose fatte bene, col desiderio sincero di far sentire gli ospiti come a casa.