Sono solo 100 i milioni previsti dalla manovra al 5 per mille, rispetto ai 400 milioni del 2008. CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e tutto il sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato esprime sconcerto per la proposta.
“È una scelta grave e pericolosa. – afferma Andrea Olivero, portavoce del Terzo Settore – Grave perché in aperta contraddizione con quanto dichiarato dal governo, che da un lato non perde occasione di lodare il volontariato e il Terzo settore, dall’altro cancella l’unico strumento di sostegno alle sue attività, in barba a ogni principio di sussidiarietà”.
Il 5 per mille, istituito nel 2006, è il frutto di una erogazione decisa dal contribuente per la quale lo Stato svolge solo un ruolo di intermediario. È un esempio di democrazia fiscale, un esercizio di sussidiarietà e l’espressione di un diritto soggettivo perché con una firma, ogni contribuente, con libertà e consapevolezza, sceglie di aiutare un’associazione o un’organizzazione di Volontariato di sua fiducia.
“Giocare al ribasso significa prendersi gioco dei principi – conclude Marco Granelli, presidente CSVnet – Serve una soluzione politica alla questione. Per questo chiediamo nuovamente una normativa che stabilizzi una volta per tutte il 5 per mille”.
5 per mille: “briciole” al volontariato

