Centro di servizio per il volontariato della Romagna

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Buon 2011, Anno Europeo per il Volontariato

13 Gen 2011

Così recita la Decisione del Consiglio, pubblicata a Bruxelles sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 22 gennaio 2010 (2010/37/CE), che ha formalizzato la proclamazione del 2011 Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono una cittadinanza attiva. Questi sono gli obiettivi del 2011, da perseguire attraverso lo scambio di esperienze e di buone pratiche: creare condizioni favorevoli per il volontariato, affrontando ostacoli esistenti; fornire alle organizzazioni strumenti per migliorare la qualità, l’innovazione e il lavoro di rete; promuovere forme di incentivazione a favore delle entità che formano e sostengono il volontariato a livello europeo e negli stati membri; suscitare una presa di coscienza collettiva dell’importanza del volontariato. L’Osservatorio Nazionale del Volontariato ha già deliberato l’avvio dei lavori partecipati di preparazione al 2011, assumendo come documento di base il Manifesto del volontariato per l’Europa già adottato dall’Assemblea Nazionale del Volontariato tenutasi a Roma il 4 e 5 dicembre 2009. In Italia, la preparazione del 2011 è da tempo iniziata. Il Gruppo di lavoro “Europa” dell’Osservatorio ha delineato il Piano d’azione che il ministero del Lavoro, nella qualità di Organismo Nazionale di Coordinamento, ha poi presentato alla Commissione europea nella passata primavera. A contribuire alla preparazione del Piano 2011 sono state chiamate anche le organizzazioni della società civile del territorio insieme al Csv della provincia di Rimini per aderire, sulla scia dell’esperienza europea, all’Alleanza italiana per il 2011. È fondamentale in questo che le attività del Piano 2011 dispieghino il maggior impatto possibile a livello locale: al fianco del volontariato sono stati chiamati a collaborare per questo fine tutti gli stakeholder pubblici e privati che riconoscono il contributo del volontariato alla costruzione del capitale sociale. Tra le iniziative già individuate vi sono l’apprendimento reciproco, gli scambi di buone pratiche, le campagne educative e promozionali e la ricerca: che nel Piano d’azione hanno individuato temi e modalità organizzative più utili ad un miglior riconoscimento dell’azione volontaria.

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