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“Move Away” con il volontariato

31 Ago 2008

L’Europa di tutti, l’Europa per tutti. Questo lo slogan alla base del progetto Move Away, realizzato all’interno del programma europeo di mobilità internazionale Leonardo da Vinci da una rete di partner locali con capofila l’Enaip e tra i promotori Volontarimini – Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Rimini.

Si tratta di un’iniziativa pilota in Italia che offre per la prima volta a 61 ragazzi, in carico ai Servizi della provincia di Rimini, l’opportunità di intraprendere un’esperienza di studio e lavoro di due settimana in uno dei paesi partner del progetto. Direttamente dalla Riviera partiranno 11 flussi con destinazione Spagna, Lituania, Grecia, Polonia, Germania e Regno Unito.

E proprio dall’Inghilterra è appena tornato il primo gruppo, partito grazie al supporto del volontariato locale che ha aperto le fila alla nuova avventura. I sei partecipanti, tra i venti e i cinquant’anni, accompagnati dai tutor Bruna Tenenti, presidente dell’associazione Orizzonti Nuovi e Maurizio Maggioni, direttore di Volontarimini, hanno soggiornato a Plymouth, cittadina di mare situata a sud dell’isola. Quindici giorni per imparare a gestirsi in un paese straniero, senza gli abituali punti di riferimento, compresa la lingua.

È stata la sfida vinta dai sei partecipanti seguiti dai Servizi di salute mentale della provincia di Rimini, che hanno saputo, ognuno a suo modo, mettersi in gioco. C’è chi ha imparato a seguire i nuovi ritmi, rispettando orari e appuntamenti, chi è riuscito a individuare nuove passioni per un progetto di vita futuro e chi addirittura si è dispiaciuto di tornare a casa così presto. Ma non solo per loro l’esperienza è stata significativa. Anche chi li ha ospitati, ha dovuto interrogarsi sullo stigma che spesso accompagna una persona con disagio mentale e superare una prima diffidenza scoprendo persone con interessi, capacità ed emozioni al di là della malattia e del pregiudizio.

All’inizio le difficoltà non sono mancate, i ragazzi chiedevano di essere rassicurati e accompagnati nei rispettivi luoghi di lavoro, o domandavano l’intermediazione del tutor per ordinare il pasto. Piccoli tentennamenti che sono stati velocemente superati da una voglia di sempre maggior autonomia. La mattina, per circa due ore i ragazzi erano impegnati all’interno di diverse attività. La maggior parte hanno lavorato in charity shop (negozi di beneficenza) fino a una ragazza che è stata inserita all’interno i una scuola materna, scoprendo una predisposizione all’insegnamento.

Nel pomeriggio poi tutti a scuola di inglese, dalle 13 alle 17,30, con qualche pausa tra una lezione e l’altra. Non sono poi mancate occasioni di svago e divertimento, dal weekend a Londra al musical “Quadrophenia” al theatre Royal, con i brani e le parole di Pete Townshend, ex componente degli Who, famoso complesso degli anni ’70, presente all’evento.

Un’iniziativa che ha entusiasmato e incuriosito tutti i ragazzi. Per non dimenticare le gite a Plymouth e nell’entroterra vicino, allietate da qualche pasto nei caratteristici pub inglesi. Un viaggio, quindi, alla ricerca della propria autonomia per una spinta verso un progetto di vita futuro. Ma non solo. Anche un’opportunità di uscire dai confini nazionali se non addirittura locali e scoprire l’Europa dell’integrazione e della multiculturalità.

Sono solo alcuni degli aspetti che possono descrivere quello che ha rappresentato questa esperienza per i sei partecipanti. E che fanno auspicare alla realizzazione di iniziative simili, a partire dal nuovo progetto Leonardo “Up and Go”, in fase di approvazione, in cui la nuova sfida sarà estendere il progetto a tutta l’Emilia-Romagna per coinvolgere un centinaio di persone.

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