#storiedivolontariato
Cinquant’anni di attività non sono solo un traguardo: sono un filo rosso che unisce generazioni di volontari, famiglie, donatori e persone salvate grazie a un gesto semplice e potentissimo. È questo il cuore della storia del Gruppo Intercomunale AIDO Savio–Rubicone, nato il 5 maggio 1976 e celebrato sabato 9 maggio 2026 alla Sala Allende di Savignano sul Rubicone, in un convegno dedicato al valore del dono.
Da gennaio ad aprile 2026, all’ospedale Bufalini di Cesena sono state effettuate 32 donazioni di organi: 11 donatori che hanno permesso a persone in attesa di trapianto di fegato, pancreas, cuore e reni di tornare a vivere. Sono state prelevate anche 28 cornee, restituendo la vista a chi l’aveva perduta. Numeri che raccontano una realtà concreta: il sì alla donazione cambia destini.
Il convegno, moderato dal presidente Lazzaro Dall’Acqua, si è aperto con i saluti del sindaco Nicola Dellapasqua, che ha ricordato come il volontariato sia un modo per “connettere il nostro sviluppo con quello degli altri”, un gesto che rende la comunità più forte e più felice.
A seguire, don Giampaolo Bernabini ha offerto una riflessione etica e spirituale sulla donazione, mentre la dottoressa Alessandra Venditto, anestesista rianimatore e coordinatore ospedaliero Procurement del Bufalini, ha illustrato i dati nazionali:
- 8558 persone in attesa di un organo in Italia (dato 9 maggio 2026)
- 4300 trapianti effettuati nel 2025
- 70% degli italiani favorevoli alla donazione
- 22% tasso di opposizioni in Emilia-Romagna, tra le più basse del Paese
Numeri che mostrano un’Italia che crede nel dono, ma anche quanto lavoro resti da fare per informare, spiegare, accompagnare le scelte.
Il presidente Dall’Acqua ha ricordato l’importanza dei corsi di aggiornamento per gli ufficiali d’anagrafe, figure fondamentali per informare i cittadini quando rinnovano la carta d’identità, uno dei momenti in cui si può esprimere la propria volontà sulla donazione.
Il volontariato AIDO è questo: presenza, ascolto, formazione, dialogo. È un lavoro silenzioso ma decisivo, fatto di incontri nelle scuole, banchetti informativi, testimonianze, collaborazione con le istituzioni e con il sistema sanitario.
Alla giornata hanno partecipato rappresentanti AIDO a livello nazionale, regionale e provinciale, amministratori locali, associazioni del territorio, professionisti sanitari e volontari. Una rete viva, che da cinquant’anni sostiene la cultura della donazione. Toccanti le testimonianze dei trapiantati Mary Parrivecchio e Tito Malasoma, che hanno ricordato come dietro ogni trapianto ci sia un atto di amore anonimo, ma eterno.
Il pomeriggio si è concluso con un riconoscimento al professor Massimo Zanuccoli, storico referente del progetto scuola: un simbolo di come il seme della cultura del dono si coltivi soprattutto tra i giovani.
Il cinquantesimo anniversario non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. È la conferma che il volontariato, quando è radicato nella comunità, diventa una forza capace di cambiare la vita delle persone.
AIDO Savio–Rubicone lo fa da mezzo secolo, e continua a farlo ogni giorno, con la stessa convinzione: un sì può davvero fare la differenza.
Per contattare l’associazione: Pagina Facebook