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Un nuovo rendiconto più semplice per i piccoli enti del Terzo settore

24 Mar 2026

In Gazzetta ufficiale il modello “E”, pensato per gli enti con entrate fino a 60mila euro: meno voci da compilare e un bilancio più leggero per le attività relative al 2026 e da presentare nel 2027

Sulla Gazzetta ufficiale n. 67 del 21 marzo scorso è stato pubblicato il decreto ministeriale 18 febbraio 2026, recante il modello di rendiconto per cassa in forma aggregata per gli enti del Terzo settore.

Tale modello è stato introdotto con la Legge 104 del 2024, la quale ha per l’appunto previsto la possibilità di adottare tale modello per gli enti del Terzo settore, sia privi che dotati di personalità giuridica, che abbiano fatto registrare nell’esercizio precedente un volume di entrate pari o inferiori a 60.000 euro (articolo 13, comma 2-bis del codice del Terzo settore), nell’ottica di pervenire ad un’ulteriore semplificazione degli oneri amministrativi in capo a tali enti.

Per quanto riguarda lo schema specifico che caratterizza tale rendiconto (che viene definito come “Modello E”), viene ripresa di fatto la stessa impostazione del rendiconto per cassa “ordinario” (Modello D), con la differenza che nel nuovo modello vi sono solamente le principali sezioni relative alle entrate e alle uscite (da attività di interesse generale, attività diverse, raccolte fondi, ecc.) e non vengono riportate le singole voci che caratterizzano ciascuna sezione.

Si tratta, nella sostanza, di un rendiconto per cassa maggiormente semplificato, che riporta l’indicazione delle entrate e delle uscite in forma aggregata, rispettando quella che era l’intenzione del legislatore.

È importante precisare come tale modello potrà essere adottato a partire dalla redazione del bilancio relativo all’esercizio finanziario in corso alla data della pubblicazione, quindi al 21 marzo 2026 (articolo 3 del dm 18 febbraio 2026).

Gli Ets interessati, e che hanno l’esercizio sociale coincidente con l’anno solare, potranno quindi utilizzarlo per la redazione del bilancio di quest’anno (il 2026, che sarà approvato nel 2027) ma, purtroppo, non per quello dello scorso anno (il 2025, che deve essere approvato quest’anno).

 

*Fonte Cantiere Terzo Settore – di Daniele Erler –

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